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Notizie tratte dal sito del maestro campanaro Luca Dellacasa
 

 

 

La storia campanaria della Val Bisagno ha nel campanile di Quezzi il centro di una scuola di campanari che ancora oggi vengono ricordati come veri e propri musicisti a tutti gli effetti e ultimi baluardi di una cultura popolare che oggi rischia di sparire completamente.
Dai racconti di alcuni abitanti (tra cui Agostino Pastorino ed Emilio Fossati, noto storico del borgo ) si sa che a Quezzi si alternavano sul campanile diversi campanari i quali davano luogo a vere e proprie “tenzoni” musical-campanarie e rendevano vivaci ed allegre le ricorrenze religiose più importanti: Francesco Parodi, Filippo Trasino detto “Feipin”, figlio di Lorenzo detto “Pettu” anch’egli campanaro, Agostino “Agostin” Gherardi e Giovanni Battista Santagata. Quest’ultimo ha lasciato ai posteri un grande tesoro, unico nell’attività campanaria genovese: una raccolta manoscritta di 45 suonate per campane, probabilmente di quelle più famose e in voga ai suoi tempi. Redatta nel 1983 e conservata nell’archivio parrocchiale, questa raccolta contiene sonate, tempi di danza (marce, mazurke, polke, valzer) e lodi religiose, dai titoli a volte curiosi e indicativi di un campanile sul quale furono ascoltate o di un campanaro che le aveva concepite e fatte diventare propri cavalli di battaglia.