Leggi "Un pubblico di signore e signorine"
dal libro di Mauro Balma "GENOVANOVECENTO" SAGEP Editrice 1993
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Tratto dallo STATUTO del CIRCOLO UNIONE VILLEGGIANTI QUEZZI
ARTICOLO 1- il 22 aprile 1900 si è costituito tra i villeggianti di Quezzi un circolo che s’intitola Unione Villeggianti Quezzi
ARTICOLO 2- scopo principale dell’Unione è di organizzare festeggiamenti a ricreazione delle famiglie dei soci e possibilmente feste di beneficienza durante il periodo della villeggiatura, che avrà principio il 15 luglio e terminerà il 31 ottobre d’ogni anno, restando però in facoltà del Consiglio Direttivo di anticipare l’apertura o di prolungare la chiusura
ARTICOLO 4- la tassa d’ammissione a socio effettivo è fissata in lire 5 e la quota mensile in lire 2,50
ARTICOLO 5- la quota annuale per i soci frequentatori è fissata in lire 10
ARTICOLO 23- nel locale sociale non sono permessi i giochi d’azzardo
Breve riassunto dei verbali d’assemblea dal 29 maggio 1909 al 1921
Seduta del 29 maggio 1909
Presenti i signori Pignone Angelo Presidente, Diena Benedetto vice presidente, Pendola Eugenio cassiere, si apprende che un socio, il sig. Ernesto Tamburini, dà le dimissioni perché non si recherà più in villeggiatura a Quezzi. Sono accolte, con vivo rincrescimento.
Il 24 settembre 1910 i soci chiedono si vieti l’ingresso nei locali sociali ai figli di soci e non soci, e ciò per evitare i troppo lamentati guasti, rotture, ecc. e si permetta solamente l’ingresso ai bambini ed alle bambine che studiano il pianoforte. Il sig. Serra chiede inoltre che si vieti il gioco delle carte ai bambini. Raccomanda che il Consiglio organizzi qualche piccolo divertimento onde non venga meno la fama che l’Unione ha sempre avuto di promotrice di riuscitissime feste…che, come si legge nel rendiconto, comportano una spesa stagionale di lire 1521,62.
Nell’assemblea del 15 ottobre 1910 viene stabilito che i bimbi non potranno entrare nel locale durante il giorno e la chiave sarà tenuta dalla proprietaria, la Dunin.
L’11 settembre 1911 si apprende che il concerto di beneficienza a favore dell’asilo di Quezzi è stato rimandato per “il serpeggiare da queste parti del morbo asiatico”.
Vengono comunque fissati i prezzi per l’ingresso al concerto: posti distinti lire 1,50 – platea e galleria lire 1,00.
Nel 1912 il Presidente Angelo Pignone abbandona il circolo. In quell’anno, per riguardo ai gravi lutti che hanno colpito famiglie dei soci, saranno sospesi i festeggiamenti.
Il sig. Pignone, che evidentemente è entrato in contrasto con altri soci, si è rifiutato di pagare il secondo semestre 1912 e di consegnare lo Statuto ed altre carte in suo possesso. Il Consiglio Direttivo, ridotto a tre soci, gli invia una nota di biasimo a Busalla.
Il 23 agosto 1913 il Triumvirato stabilisce di aprire la stagione con uno spettacolo di varietà e danze.
Nel verbale del 17 gennaio 1914 si ha una timida richiesta di far entrare le donne come socie, chiamandole “Patronesse” e facendo pagare lire 10 annuali, come per i soci frequentatori.
Il 23 luglio 1914 il gioco da bocce viene illuminato da due fanali a “gaz”, onde poter giocare anche la sera. Il sig. Rocca dona tre fanali. Viene posta una tassa sul gioco da bocce di lire 0,10 per tutta la giornata e di lire 0,20 per tutta la serata.
Circa le donne Patronesse, si cerca di prendere tempo e rimandare la decisione.
Il 25 luglio 1914 si riunisce un’assemblea straordinaria e si decide che, dato l’aumentato numero dei soci maschi, è inutile accettare le donne (!)
L’8 agosto 1914 per la festa di inaugurazione della stagione, è in programma uno spettacolo di prosa.
Il primo marzo 1915 di decide di comprare cinquanta sedie per il locale sociale, ma il 25 luglio 1915 si legge “stante lo stato di guerra si decide di non fare nessuna festa ufficiale, essendo incompatibile dato lo sconvolgimento di quest’anno”.
Dal 18 ottobre 1915 si passa al 10 ottobre 1920 e si apprende che la colonia dei signori villeggianti è sempre abbastanza numerosa; qualche vecchio socio ha dato le dimissioni ma altri ne hanno preso il posto.
Nell’assemblea del 20 settembre 1921 c’è già la parola “fine”: disdetta dei locali sociali e liquidazione del patrimonio. Resta stabilito che il ricavato della vendita sarà devoluto all’Asilo Infantile di Quezzi.
Segue l’inventario: palcoscenico, platea, gioco di 15 bocce senza pallino, gioco della tombola senza cartellone.
Il 9 ottobre 1921 si tiene la vendita all’incanto di mobili ed oggetti appartenuti al circolo. Per quanto riguarda il palcoscenico, la Società Cattolica Cristoforo Colombo di Quezzi fa pervenire caparra di lire 100.
Il 21 marzo 1922 viene inviata una lettera all’Illustrissimo Presidente dell’Asilo Infantile di Quezzi, con allegato lire 1184,60.
Il “Caffaro” del 29 marzo 1922, in un breve trafiletto, dà notizia che “gli ex-soci dell’Unione Villeggianti di Quezzi hanno versato a questo asilo la cospicua somma di lire 1184,60, ammontare delle attività sociali esistenti all’atto dello scioglimento del sodalizio. Il Consiglio Direttivo dell’Asilo porge ai generosi benefattori sentiti ringraziamenti”.
Lire 1650, derivanti dalla vendita di tutta la tubatura in ferro per le condutture del gaz, sono state regalate alla famiglia di Nelli Ottavio, dimorante a Quezzi, che versa in poco buone condizioni e che deve espatriare a causa di minacce cui è fatta segno dagli assassini del compianto G.B. Campanella. Il Nelli e per esso la moglie hanno dato quietanza che si trova a mani del cassiere, e porgono vive grazie.
Il cassiere, sig. Rocca, riferisce che in seguito al patito furto del telone avvenuto nel locale sociale in epoca imprecisata tra novembre e gennaio, la Società Cattolica Cristoforo Colombo di Quezzi ha receduto dal deliberato di acquistare quanto costituiva il palcoscenico. Pertanto sono state restituite lire 100, salvo a riprendere le trattative
Riferisce ancora di aver pagato il fitto in lire 320 a tutto gennaio 1922 e di avere restituito le chiavi al proprietario Dr. Masera.
Il locale sociale dei Villeggianti era il "Teatrino dei Villeggianti", qui rappresentato in un disegno di fantasia dedotto dalla descrizione contenuta nella polizza di assicurazione.
In questa intervista del 1996, il senatore Paolo Emilio Taviani racconta di quando suo padre, insieme a Gilberto Govi, si recavano a Quezzi a recitare nel "Teatrino dei Villeggianti". L'autore del pezzo è Silvano Balestreri.
" Nell'estate del 1907 la coppia Govi-Taviani senior, insieme alla signorina Vassallo, andavano a recitare nel teatrino di Quezzi alta, dove c'erano i villeggianti. Il tram a cavalli si fermava a Quezzi bassa".
La foto della gara bocciofila del 30 agosto 1908 ci è stata fornita da New Cartoline Genova
Nei verbali dell'Unione Villeggianti Quezzi compaiono i nomi di diverse famiglie che a Quezzi alta possedevano case di campagna usate per la villeggiatura, e anche alcuni nomi di residenti. Chi fra voi si riconoscesse come discendente di quelle famiglie, e fosse in possesso di foto, manoscritti, ritagli di giornali appartenenti a quell'epoca e sia disposto a metterli a mia disposizione (tramite scansioni inviate via e-mail) per pubblicarli sul sito, è pregato di contattarmi. Grazie! Cinzia
...segue elenco dei nomi...
Bozano Adolfo
Bozano Mario
Burlando Antonio
Burlando Federico
Burlando Nicolò
Campanella G. Battista (residente)
Chiarella Achille
Diena Benedetto e signora Diena Giuditta
Diena Ettore
Galletto Ennio
Gallico Fausto
Geisler Edoardo (residente)
Ghiglione Italo
Glauter
Cav. Lanata Alfredo e signora Lanata Dolcinia
Marella C.
Dott. Masera (residente)
Massardo
Morando Carlo
Muratorio Achille
Nelli Ottavio (residente)
Pendola Eugenio, signora Pendola Vittorina e signorina Pendola Rina
Peruzzi Ennio
Pignone Angelo
Porta Luigi
Rocca G. Battista
Rovida Michele
Satta Sebastiano (residente)
Serra Giovanni
Serra Napoleone
Sinigallia Roberto
Sisto Ugo
Tamburini Ernesto
Tavolaccini
Vassallo Mario
Zigliara E.








