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dal libro di Mauro Balma, Fabrizio Ferloni e Vittorio Laura

"COSTANZO CARBONE- Genova,parole e musica"  (marzo 2008- Scuola Tipografica Sorriso Francescano)

 

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

 

 

 

 

 

 

Siamo stati vicini di casa di Emilio Fossati negli ultimi tre anni della sua vita.
Ricordiamo molto bene la mattina del 7 ottobre 2010, quando la badante della moglie Lina corse a chiamarci urlando:”Emilio sta morendo!”.

 

 Abbiamo passato diversi pomeriggi seduti sotto al suo gazebo, con carta e penna per prendere appunti, ad ascoltarlo raccontare storie di altri tempi.
Negli ultimi mesi la sua memoria era ancora viva, ma saltava da un episodio all’altro, da un’epoca all’altra, e allora era necessario fermarlo chiedendo spiegazioni e da lì lui ripartiva con nuovi affascinanti racconti…noi cercavamo per un po’ di ricostruire un filo temporale che collegasse i vari episodi, ma poi cedevamo al fiume in piena dei suoi ricordi.
Alcune cose siamo riusciti a scriverle, altre ci coglievano impreparati, in momenti in cui avevamo lasciato carta e penna a casa, e così molti racconti se ne sono andati via con lui.
Certo era un uomo caparbio, con un carattere impositivo ma dai bei modi, amante della cultura e attivo in vari campi, ed è stato un buon vicino di casa.

 

Ai tempi della nostra precedente esperienza associativa con “Passi e Ri…passi”,  abbiamo ricostruito la storia della sua vita con uno stratagemma –fingendo un’intervista per curiosità personale- e poi, con la complicità del figlio Riccardo e dell’amico Mario in veste di cine operatore, abbiamo preparato un evento in occasione dei suoi novant’anni, al quale hanno partecipato quasi cento persone del quartiere. Fino all’ultimo Emilio non si è accorto di nulla, avevamo chiesto il segreto da parte di tutti ed il risultato è stato più che ottimo, con grande gioia da parte di Emilio stesso.


Pensiamo che sia stato un uomo fortunato, con una bella famiglia ed un figlio sempre presente, ha conosciuto momenti tristi della nostra Storia ma ha anche provato l’emozione di esperienze riservate a pochi, ha avuto l’intelligenza e la volontà di impegnarsi in campo sociale, trascorrendo la propria esistenza in un luogo di una bellezza immensa e concludendo la vita da vecchio nel proprio letto, nel modo più naturale.

 

(nella foto, Riccardo Fossati)


Biografia di Emilio Fossati

   Nasce a Quezzi in località Olmo il quattro novembre 1919.
   Da bambino fa il chierichetto e canta nel coro della chiesa di Santa Maria diretto dall’organista Maestro Gesino Francesco detto Tino.   Nel periodo antecedente  la Seconda Guerra Mondiale canta nella Squadra di Bel Canto di Quezzi.

 

   E’ membro della Confraternita di Santa Maria Maddalena e del Rosario.
   Negli anni 1937-1938 collabora alla costruzione del teatrino parrocchiale Sacro Cuore e vi recita come attore della Filodrammatica presso il Circolo Sacro Cuore diretta da don Mario Mazzoni (regista e suggeritore).
   Nel 1939, insieme al Coro del Dopo Lavoro Portuale,  si reca alla Casa Discografica FONIT di  Milano per incidere alcuni dischi.
   Nel 1940 parte per la guerra e viene congedato nel 1945.
   Al ritorno recita ancora per alcuni anni.
Due dei suoi colleghi sono i fratelli Santagata: Giacomo, padre del cantante di operette, e G. Battista il campanaro.

      Nel 1950 inizia a fare spettacoli insieme al Maestro Costaguta, cugino del Maestro Costaguta del Teatro Carlo Felice.
   Conosce e lavora con Mario Cappello, il quale è in cerca di cantanti in dialetto genovese,  ne diventa l’allievo prediletto e successivamente l’erede pubblicamente riconosciuto dallo stesso Cappello.

   Insieme fanno spettacoli nei teatri Superba, Doria, Colosseo di via Canevari, Pittaluga, Massimo di San Pier d’Arena e all’Eden di Cornigliano con Giuseppe Marzari.
Sempre nel 1950 , al Lido di Genova, Emilio sposa la signora Lina; il suo testimone di nozze è Mario Cappello. Dopo quattro anni nasce il figlio Riccardo.
   Nel 1954 Cappello muore ed Emilio lo rappresenta in uno spettacolo in suo onore alle piscine di Albaro: Marzari non viene ingaggiato, ma è presente fra il pubblico, mentre sul palcoscenico c’è Marin, un presentatore veneto.
   Marzari si lamenta di ciò apertamente e così il sindaco Pertusio scrive una lettera alla RAI (allora situata in Piazza della Vittoria dove ora ci sono gli uffici dell’INPS).
 
Nasce così  “O sci
ô  Ratella” , che Marzari Interpreta fino al 1970 circa.

 

 

 

  Tournée di Emilio Fossati :
• nel 1962 concerto in Svizzera sul Lago di Costanza.
• nel 1964 a Milano,su invito della Direzione della Rinascente presso Palazzo Barberini, spettacolo con la Squadra di Canto Popolare di Sturla. In quell’occasione riceve una medaglia ricordo.
• sempre nel 1964 concerto a Saint Vincent con Agostino Dodero, in occasione del Festival della Cucina Ligure, mandati dall’ENAL.
• nel 1969 concerto a Roma EUR presso il Circolo dei Liguri, al locale della Esso. Lì incontra il senatore Paolo Emilio Taviani, il cui padre aveva recitato con Govi.
Nel 1970 la Shell organizza una commedia in dialetto presso il Campo Sportivo Shell e chiama Emilio.
   Canta per l’ultima volta a 83 anni, alla Biblioteca Berio.

 

Costanzo Carbone

Emilio un giorno ci disse di non aver mai voluto parlare del periodo della guerra e, quando ci recammo da lui per l'intervista, precisò che quello che stava per raccontarci non lo aveva mai narrato prima ad alcuno...

 
Il 10 marzo 1940 Emilio Fossati parte per il fronte occidentale a Ventimiglia.
E' trasferito prima a Camporosso, vicino Ventimiglia, e poi come telegrafista sul Monte Abegliotto sopra Dolceacqua.
Una notte gli ordinano di partire a piedi per Chiavari presso il 15° Reggimento del Genio Telegrafisti;
viene successivamente inviato a Santa Maria Capua Vetere dove c’è lo smistamento per l’Africa e l’Albania.
Imbarcato a Bari diretto verso l’Albania, sbarca a Durazzo e viene destinato ad Elbasàn presso la 7° Armata, sul fronte greco.
La compagnia viene sciolta e, formato un nuovo reggimento, Emilio parte per Valona dove frequenta il corso per telescriventista della Divisione Parma.
L’otto settembre 1943 è catturato dai tedeschi e deportato nel campo di concentramento di Valona. Nella notte i partigiani albanesi uccidono le guardie ed i prigionieri fuggono.
Dopo qualche tempo arrivano a Porto Edda da dove sentono distintamente gli spari del combattimento di Corfù.
Emilio e i suoi compagni si imbarcano sulla nave Dubàt diretta ad Otranto e nel corso della traversata vengono bombardati da sei Stukas; i sopravvissuti arrivano ad Otranto. Emilio è trasferito a Lecce dove viene inquadrato nel nuovo Stato Maggiore.
Viene poi inviato a Roma presso il Ministero della Guerra ed infine a Genova come impiegato civile presso il Comando Militare fino al termine del conflitto.

 

 

 

A Bogliasco con Dodero- Omaggio a Piero Bozzo

Canterini Vecchia Sturla

Con Enzo Tortora al Lido di Genova, in occasione del Festival della canzone francese

Lido 1954

Premiazione al Festival della canzone francese da parte del sindaco Pertusio

Piero Bozzo accanto ad un affresco -non più esistente- da lui dipinto nel giardino di Emilio Fossati

Poesia scritta da Piero Bozzo in onore della casa di Emilio Fossati

(la data 9 settembre 1969 si riferisce alla fotografia precedente)

A cavallinn-a gianca “Alba” coscì ciammâ
pe tanti anni ti n’hae servïo
camallando ciûmento e sabbia in sciä bastëa
sciù pe questa ripida montä
nisciun o te porriä mai scordâ

 

 

(Questa poesia fu scritta da Piero Bozzo in ricordo della cavallina Alba, appartenuta alla famiglia Fossati.

La si può vedere sul muro esterno della casa di via Olmo)

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IN RICORDO DI EMILIO FOSSATI
lettera scritta e letta in pubblico da Mario Vernazzano in occasione del funerale

 

 

OGGI SIAMO QUI A RICORDARE EMILIO FOSSATI :
UNA PERSONA DAVVERO SPECIALE , UN UOMO CHE HA AMATO QUESTO LEMBO DI MONDO, LA SUA GENTE, LE TRADIZIONI E LA CULTURA CHE SEMPRE HANNO CEMENTATO LE COMUNITA’ SPARSE SULLE COLLINE DI QUEZZI.

E LUI QUESTI SENTIMENTI LI HA ESTERNATI SOPRATTUTTO NELLA COSA IN CUI PIU’ SAPEVA ECCELLERE: IL CANTO
LE SUE CANZONI NEL NOSTRO BEL DIALETTO GENOVESE ERANO STRUGGENTI, ROMANTICHE,MALINCONICHE ED ANCHE GIOIOSE, E HANNO DESCRITTO LE ANSIE,
GLI INNAMORAMENTI, LE FATICHE, L’ATTACCAMENTO AI NOSTRI VALORI E ALLE NOSTRE TRADIZIONI

IN QUESTA CHIESA RIECHEGGIA ANCORA IL SUO BEL CANTO IN LATINO: EMOZIONAVA GLI SPOSI CON L’”AVE MARIA”  E  NELLE FUNZIONI FUNEBRI DAVA CONFORTO AI PARENTI COL “DE PROFUNDIS”.

ERA UN’EMOZIONE STRAORDINARIA (LO RICORDO COME FOSSE ORA) QUANDO NELLE  FUNZIONI SOLENNI , INSIEME ALL’AMICO PASTORINO , LASSU’ DA QUELL’ORGANO DA LUI  TANTO AMATO, ALL’INTONAZIONE  DEL“MAGNIFICAT” I FEDELI  SPOSTAVANO LO SGUARDO DALL’ALTARE E LO DIRIGEVANO VERSO DI LORO , PER ASSAPORARE L’INTENSITA’ DI QUEL MOMENTO.

MA VORREI ANCHE RAMMENTARE LE ENERGIE E L’ENTUSIASMO CHE EMILIO HA SPESO NEL MANTENERE INTEGRI I NOSTRI LUOGHI DI CULTO:LA PARROCCHIA ,LA CAPPELLETTA DEI CACCIATORI IN LEAMARA E L’ORATORIO, ALLA CUI CONFRATERNITA DI NOSTRA SIGNORA DEL ROSARIO SI ERA ISCRITTO NEL LONTANO 1936.
PARTECIPO’ ATTIVAMENTE ALLA VITA DELLA CONFRATERNITA STESSA PRIMA COME  SEGRETARIO POI COME CRISTEZZANTE E INFINE  COME PRIORE , MANTENENDOSI SEMPRE FEDELE ALLO STATUTO, SALVAGUARDANDO LE ANTICHE TRADIZIONI.

INFINE,  IL MONUMENTO AI CADUTI CHE, A CAUSA DELL’USURA DEL TEMPO E DI ATTI VANDALICI, ERA IN COMPLETO DECADIMENTO .
EMILIO, CON FERREA VOLONTA,’ SI PRODIGO’ PER LA SUA RESTAURAZIONE,
INOLTRE NEGLI ULTIMI ANNI LO ARRICCHI’, AGGIUNGENDOVI  DUE LAPIDI CON I NOMI DI TUTTI I CADUTI DI QUEZZI  DURANTE LA  II GUERRA MONDIALE.

ERA UN PIACERE UNICO CHIACCHERARE CON LUI, EMERGEVA DALLE SUE PAROLE UN SOLIDO RETAGGIO DI COSE ANTICHE, NARRATE DA CHI C’ERA STATO PRIMA DI LUI, E CHE LUI RIPORTAVA ALLA LUCE  DANDO AD ESSE QUEL LUSTRO E QUELLA VALENZA STORICA CHE MERITAVANO,
E TUTTO ERA INGENTILITO DA QUELLA SOBRIA SIGNORILITA’ CHE LO DISTINGUEVA.

IL BUON DIO L’HA VOLUTO PRENDERE CON SE’ IL 7 OTTOBRE , GIORNO DELLA RICORRENZA DI NOSTRA SIGNORA  DEL ROSARIO , QUASI COME SE LA MADONNA LO VOLESSE RINGRAZIARE PER LA SUA DEVOZIONE.

CIAO, CARISSIMO!

Mario Vernazzano